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Eventuali decisioni che dovessero essere prese dai lettori, sulla base dei dati e delle informazioni qui riportate, vanno assunte in piena autonomia decisionale e a proprio rischio. Le informazioni riportate hanno carattere puramente divulgativo e orientativo; non sostituiscono la consulenza medica!
Ancora uno studio a testimoniare le innumerevoli qualità del tè verde. Assumere regolarmente questo infuso naturale (due sono le tazze consigliate al giorno), rappresenterebbe una specie di elisir di giovinezza per il cervello. Questa particolare qualità di tè di origine orientale è oramai apprezzato ovunque e sembra capace di prevenire alcune malattie dell'invecchiamento come il morbo di Alzheimer e quello di Parkinson. Ed è proprio uno studio condotto su oltre mille giapponesi con più di 70 anni di età a decantare le virtù della bevanda. «Più tazze di tè si bevono, minore è la perdita delle facoltá cognitive. E nelle foglie della bevanda ci sono anche alcuni componenti che sono in grado di proteggere le cellule cerebrali dai danni tipici delle malattie neurodegenerative», scrivono sull'American Journal of Clinical Nutrition gli scienziati dell'universitá di Tohoku. I risultati della ricerca spiegherebbero le percentuali, in effetti molto basse, di forme di demenza senile in Giappone dove da sempre il tè verde è un'abitudine molto radicata. «Bastano due o più tazze di tè verde al giorno per vedere dimezzate, rispetto a chi beve solo tre tazze alla settimana, le percentuali di incidenza di problemi mentali legati all'invecchiamento».
Una dieta a base di cibi biologici riduce l'esposizione dei bambini ai pesticidi comunemente usati in agricoltura e da sempre associati a neurotossicità e disturbi di vario genere. E' quello che sostiene uno studio recentemente condotto alla Emory University. Lo studio è stato poi presentato al meeting annuale della American Association for the Advancement of Science a St. Louis. Il dato più sorprendente rivelato dalla ricerca riguarda il tempo necessario al nostro organismo per smaltire tali elementi tossici adoperati nelle tradizionali pratiche agricole. Sarebbero infatti sufficienti solo pochi giorni di alimentazione a base di cibi biologici per rendere trascurabile la quantità di pesticidi e fitofarmaci rilevati nelle urine. Gli scienziati hanno testato un campione di bambini (di età compresa tra i 3 e gli 11 anni) raccogliendo le loro urine e misurando i livelli di metaboliti dei più comuni pesticidi. I bambini sono stati esaminati per tre giorni prima che la loro dieta abituale fosse sostituita con una a base di cibi biologici, che andavano a rimpiazzare tutti i corrispondenti cibi di produzione convenzionale di norma assunti dai soggetti. Le piccole ''cavie'' hanno poi seguito la dieta biologica per cinque giorni e sono infine tornati al regolare regime alimentare (con cibi contenenti pesticidi). Gli esami delle urine hanno mostrato, seppur in un arco di tempo così ristretto, dei cambiamenti significativi nella concentrazione dei composti sotto accusa. Secondo gli esperti è sorprendente quanto sia immediata la comparsa dell'effetto protettivo di una dieta biologica nei confronti dell'esposizione a pesticidi e psicofarmaci.
Vi ricordate che qualche articolo fa abbiamo parlato di cosmetici naturali e della loro importanza per il settore del biologico? Ecco allora i dati e le novità dal Biofach: la fiera di Norimberga dedicata al biologico e al settore dei cosmetici naturali. Gli organizzatori avvisano di aver toccato nei quattro giorni di fiera i 37.000 visitatori (+12% rispetto al 2005), fatto questo che testimonia la salute del settore a livello mondiale. Ben cento le nazionalità degli acquirenti attesi, ed effettivamente presentatisi alla fiera internazionale. Ecco i dati precisi relativi all'evento.
I nostri nonni, nei primi anni '50, lo sapevano bene: mangiare 'sano', con pasti a base di pasta, verdura, pesce e olio di oliva, fa bene. E' la dieta mediterranea, applicata solo dal 10% degli italiani. I ritmi frenetici hanno allontanato il Belpaese delle tradizioni culinarie. I nutrizionisti vogliono rilanciare lo stile alimentare: arma contro le malattie cronico degenerative. L'argomento affrontato nella manifestazione 'La Dieta Mediterranea e l'olio di oliva, tra mito e realta', a Roma. Fonte: ANSA
Cappuccino e brioches all'italiana? No! Meglio i più tradizionali caffelatte pane burro e marmellata? Nemmeno. Latte e biscotti allora? Ninete da fare, non ci siamo proprio. La colazione perfetta è a base nutrienti poveri e natutrali: cereali, latte e frutta fresca. Almeno questo è quanto si afferma sul Journal of the American Dietetic Association che ha recentemente pubblicato uno studio decennale compiuto dai ricercatori del Maryland Medical Research Institute. Gli studiosi hanno raccolto i dati di più di 2300 teenager e nel tempo hanno visto che consumando cereali al mattino le giovani crescono in salute e con un indice di massa corporea inferiore alle coetanee. Ma non finisce qui. L'aspetto più importante riguarda infatti il punto di vista nutrizionale. Mangiando riso e frumento le adolescenti si assicurerebbero un maggiore introito giornaliero di sostanze salutari come sali minerali, calcio e fibre. E un ridotto introito di colesterolo e grassi saturi.
E' in fase di avvio uno studio su un antiossidante naturale chiamato resveratrolo. L'ambizioso progetto mira all'impiego del composto come farmaco e ricostituente naturale contro l'influenza. "Le sperimentazioni sull'uomo potrebbero iniziare entro un anno" ha detto al Darwin Day Menotti Calvani, direttore scientifico Sigma-Tau e docente alla Cattolica di Roma. Si tratta di una sperimentazione sulle capacita' della molecola del vino rosso, nota per i suoi effetti antinvecchiamento, come antivirale nei confronti di ceppi influenzali. Fonte: ANSA
Cavolfiori, broccoli e soia ridurrebbero la probabilità di contrarre cancro alle ovaie, seno e prostata. Alcuni scienziati della Georgetown University di Washington hanno infatti di recente condotto una ricerca (pubblicata sul British Journal of Cancer) in cui dimostrano il potere benefico di questi nutrienti. In particolare le sostanze I3C, abbondantemente contenuta nei broccoli, e il genistene, presente principalmente nella soia, sarebbero responsabili del potere preventivo dei nutrienti in questione. A contatto con le cellule infatti, i due composti stimolerebbero l'attività di due geni (l'BRCA1 e l'BRCA2) responsabili del processo di individuazione e riparazione del DNA danneggiato all'interno delle cellule stesse. Questi problemi nel codice genetico, se lasciati irrisolti, possono rappresentare il primo passo verso lo sviluppo della patologia tumorale.
La vitamina D previene le fratture e favorisce la generale efficienza dell'apparato osseo, compresa la prevenzione dell'osteoporosi (malattia dell'invecchiamento in cui l'intero apparato osseo degenera). La vitamina D non agisce direttamente sulle ossa ma rappresenta un importante mediatore che permette l'assorbimento del calcio introdotto con la normale alimentazione. Proprio Ieri a Milano è stata introdotta una nuova terapia dell'osteoporosi che, assieme ad una classica serie di farmaci di indiscussa efficacia, propone l'uso della vitamina D a favorire l'assorbimento del calcio. L'osteoporosi interessa in Italia 4,5 milioni di persone, di cui tre milioni di sesso femminile. Due importanti fattori di rischio sono l'eta' e la menopausa. Fonte: ANSA
Il biologico, lo sappiamo tutti, non è più un termine esclusivamente legato al mondo dell'alimentazione. In effetti è ormai un termine di discreto successo anche in ambito cosmetico e BioFach 2006, fiera tedesca del biologico che si tiene a Norimberga, ne è un chiaro esempio. I cosmetici naturali di qualità rappresentano ormai un gran giro d'affari per il mercato tedesco (e non) tanto che un'intero padiglione, il numero 6, verrà quest'anno dedicato a questa categoria di prodotti "in crescita". Cerimonia di apertura della fiera con convegno dedicato al tema e discreta partecipazione italiana. Fa voglia di andarci!
Uno studio condotto dalla dottoressa S. E. Carlson presso l'università del Kansas, ha provato che il periodo di gestazione subisce un aumento nelle donne che assumono uova arricchite con DHA durante gli ultimi tre mesi di gravidanza. I DHA (assieme agli EPA) sono, lo ricordiamo per i meno informati, sostanze presenti negli acidi grassi omega 3 di cui si fa tanto parlare negli ultimi tempi. I 291 soggetti studiati sono stati divisi in due gruppi e si è riscontrato che il gruppo che ha assunto acido docosahexaenoico (133mg DHA per uovo) ha aumentato di circa 6 giorni la durata della gestazione, inoltre si è anche notato una certa tendenza ad un aumento di peso, lunghezza e circonferenza cranica del nascituro. Ulteriori studi sull'argomento saranno condotti al Denver Health Hospital. Fonte: Feder Salus