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Eventuali decisioni che dovessero essere prese dai lettori, sulla base dei dati e delle informazioni qui riportate, vanno assunte in piena autonomia decisionale e a proprio rischio. Le informazioni riportate hanno carattere puramente divulgativo e orientativo; non sostituiscono la consulenza medica!
Il 97% degli alimenti monitorati dalle istituzioni pubbliche, privati e associazioni dei consumatori, in Italia, ha residui di agrofarmaci nei limiti di legge. E' quanto emerge dai risultati, presentati martedì 21 a Roma, dei controlli eseguiti dal Ministero della Salute, dall'Osservatorio Nazionale Residui (ONR) e dall'Intesa Consumatori. Nel rapporto sul "Controllo ufficiale sui residui di prodotti fitosanitari negli alimenti di origine vegetale - Risultati in Italia per l'anno 2004" del Ministero della Salute sono riportati i risultati di 7.334 campioni analizzati di frutta, ortaggi, cereali, olio e vino. Di essi 101 sono risultati superiori ai limiti massimi consentiti dalla legge, con una percentuale di irregolarità pari al 1,4%, mentre nel 67,2% dei casi non sono stati rilevati residui. Sotto la lente dell'ONR oltre 16mila campioni di 170 tipi diversi di prodotti agroalimentari. I campioni sono risultati nel 97,1% dei casi entro i parametri normativi sui residui di agrofarmaci e quindi il 2,9% non sono regolamentari. Il 63,9% dei campioni è invece privo di residui rilevabili. "Dal 1997 ad oggi - ha spiegato Gian Pietro Molinari, coordinatore dell'ONR - abbiamo potuto registrare un'evidente riduzione dei residui irregolari e un sostanziale aumento dei campioni senza residui rilevabili". Nel 1997, infatti, i campioni con residui irregolari erano risultati il 3,6% mentre quelli senza residui solo il 34,1%. Nell'ambito dell'iniziativa "Mangia più sicuro", promossa da Intesa Consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori), in collaborazione con Coldiretti e Agrofarma, sono stati invece analizzati in Italia più di 300 campioni sui quali sono state ricercate circa 200 sostanze attive. Dal monitoraggio è emerso che il 98,3% dei campioni risulta nei limiti fissati dalla legge, il 64,4% è privo di residui e il 34,3% contiene residui in quantità inferiore ai limiti concessi dalla legge. fonte: Bio@gricoltura
E' vero che Il caffè, se assunto in quantità elevate, può danneggiare il cuore? Dipende! Una ricerca canadese, pubblicata nel Journal of American Medical Assosiation, sembra infatti sostenere che grandi quantità di caffè sono si nocive, ma solo per il cuore di soggetti con una predisposizione genetica al metabolismo lento della caffeina.
Un ricercatore Israeliano sostiene che l'uva nera può aiutare a ridurre il colesterolo in alcuni pazienti che non rispondono ai medicinali contenenti statine (farmaci di elezione per il trattamento delle ipercolesterolemie). I ricercatori hanno testato 57 pazienti, di età compresa tra i 39 e i 72 anni, che si erano sottoposti a un intervento alle coronarie e mostravano risposte negative al trattamento con i classici farmaci per la riduzine del colesterolo. Questi soggetti erano poi divisi in tre sottogruppi ai quali veniva somministrata la stessa dieta. L'unica differenza era rappresentata dal fatto che il primo gruppo mangiava una porzione di uva nera al giorno, il secondo dell'uva bianca mentre al terzo veniva proposto un altro tipo di frutta.