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26 April
Melatonina e Depressione Stagionale
Melatonin-3 Jamieson è il primo prodotto ad essere realizzato in comode strisce sublinguali. Sotto questa forma il prodotto è molto più biodisponibile permettendo così alla melatonina di essere assorbita direttamente nel flusso sanguigno eliminando così le interazioni gastriche.Secondo
Alfred Lewy del Sleep and Mood Disorders Laboratory di Portland, la
depressione stagionale o
SAD potrebbe essere curata con
la melatonina: l'ormone prodotto dal nostro cervello e adoperato dall'organismo
per la regolarizzazione del ciclo sonno-veglia. In effetti alcuni ricercatori avevano in passato suggerito che la depressione stagionale potesse essere legata ad un'alterazione dei ritmi circadiani e una soluzione del problema grazie alla melatonina è quindi risultata un'idea altamente plausibile.
La
SAD si manifesta come sindrome depressiva a ricorrenza invernale caratterizzata da irritabilità e mancanza di emozione, da forte senzazione di appetito e sonnolenza frequente. Ma perché proprio in inverno? Sembra che le giornate corte, il tramontare del sole già nel tardo pomeriggio e la generale carenza di luce mettino alla prova il nostro orologio biologico e che alterino la sua naturale regolarità. Così è sembrato naturale ai ricercatori rispondere al fenomeno depressivo con una cura a base di melatonina.
Gli scienziati hanno somministrato a 2 gruppi di pazienti con depressione stagionale una bassa dose di melatonina o di placebo. I pazienti che ricevevano la melatoniana erano ulteriormente suddivisi in altri due gruppi: un primo gruppo riceveva la melatonina al mattino (per posticipare il ritmo circadiano) mentre l'altro assumeva la sostanza al pomeriggio (per anticiparla).
Rispetto al placebo la melatonina
risulta efficace nel ristabilire un buon tono dell'umore facendo dunque regredire i sintomi della depressione stagionale. La somministrazione più efficace è risultata essere quella pomeridiana a dimostrazione del fatto che il disturbo è legato ad un ritardo dei ritmi circadiani endogeni.
La melatonina dunque, concludono gli esperti, potrebbe di fatto aiutare la gestione del disturbo depressivo stagionale.
21 April
Omega-3 e comportamenti aggressivi

Molte prigioni Americane sono note per la qualità pessima delle loro cucine e per i comportamenti violenti dei loro prigionieri. Sono quindi luoghi ideali per testare una nuova ipotesi scientifica: e cioè che
i comportamenti aggressivi siano largamente determinati da un'alimentazione povera. I ricercatori stanno quindi cercando di capire se diete
ricche in vitamine e acidi grassi essenziali (i famosi Omega-3 presenti nel pesce) siano in grado di influire sul comportamento dei carcerati.
Già nel 2001 il
Dr. Joseph Hibbeln, ricercatore del National Institutes of Health, pubblicava un articolo provocatoriamente intitolato:
il consumo di pesce e la mortalità per omicidio. In esso l'autore trovava correlazione positiva tra un alta assunzione di
acidi grassi omega-3 e basso tasso di omicidi in particolari popalazioni oggetto di studio.
Bernard Gesch, autore di altre pubblicazioni relative alle mille virtù dell'olio di pesce, invita comunque alla calma e alla ponderatezza. "Certamente gli Omega-3 sono considerati, a ragione, una fonte di nutrimento di incredibile valore ed efficacia" sostiene lo studioso. Rimane comunque il fatto che attribuire ad essi la responsabilità diretta del miglioramento nel comportamento dei carcerati è forse una conclusione troppo azzardata. Gli acidi grassi Omega-3 hanno sicuramente un ruolo di qualche genere in tali mutamenti. Va comuqnue tenuta in dovuto rispetto l'ipotesi che vede altri nutrienti, ugualmente presenti nel pesce, come possibili cause del mutamento psicofisiologico dei carcerati oggetto di studio.
12 April
Un paziente molto fortunato

Alcuni lo definiscono un vero e proprio miracolo della medicina.
Randall McCloy Jr. è l'unico sopravvissuto al
disastro delle miniere di Sago avvenuto nel gennaio di quest'anno. Dopo la tragedia Randall McCloy Jr. riportava gravi problemi cerebrali, cardiaci, al fegato e reni. Inutile dire che la sua situazione appariva molto incerta e sconfortante. Trasferito immediatamente a uno dei 30 centri per il trattamento dei traumi cranici è stato curato dal Dr.Julian Bailes il quale ha fatto da subito appello alle consulenze di
Barry Sears (nella foto): uno dei maggiori sostenitori delle terapie basate su alte dosi di olio di pesce.
"Barry è il nostro eroe" sostiene ora il Dr. Bailes. Il Dr.Bailes ha analizzato molti degli studi scientifici di Sears nella speranza di trovare una terapia che potesse migliorare le condizioni del superstite e la soluzione non è tardata a presentarsi.
I due specialisti hanno optato per la somministrazionme di 30 grammi di olio di pesce al giorno (equivalante a 18 gr di EPA e DHA al giorno). Gli EPA servivano a ridurre l'infiammazione causata dalla mancanza di ossigeno all'interno degli organi mentre i DHA permettevano la ricostruzione del cervello, sostiene Sears.
Oggi i danni al cuore del paziente, al suo fegato e ai suoi reni sono notevolmente ridotti e vive a casa con la sua famiglia. Insomma tutta questa storia sembra un miracolo; ma un tipo di miracolo molto molto particolare sostiene il Dr.Bailes.
"Sono fermamente convinto che l'olio di pesce abbia giocato un ruolo fondamentale in tutta questa faccenda" dichiara ai giornalisti che lo hanno intervistato dopo la dimissione di questo fortunato paziente.
06 April
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03 April
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