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disclaimerEventuali decisioni che dovessero essere prese dai lettori, sulla base dei dati e delle informazioni qui riportate, vanno assunte in piena autonomia decisionale e a proprio rischio. Le informazioni riportate hanno carattere puramente divulgativo e orientativo; non sostituiscono la consulenza medica!

30 May

Prossimo studio sulle Fragole e colesterolo

Fragole e PrevenzioneLe fragole sono da qualche anno considerate frutti capaci di combattere efficacemente il colesterolo. Tanto è vero che la prestigiosa Università di Davis in California sta cercando volontari per testare gli effetti benefici di una dieta regolare a base di fragole sulle malattie cardiovascolari, infiammatorie e su colesterolo e trigliceridi. L'annuncio, comparso sul sito dell'Università americana, è rivolto a uomini o donne di età superiore ai 22 anni, non fumatori, con un tasso di colesterolo totale compreso tra i 180 e i 300 mg/dl e, naturalmente, disposti a mangiare una porzione di fragole due volte al giorno per ben 12 settimane consecutive.
L'interesse dell'Università statunitense testimonia un'ulteriore proprietà delle fragole, che negli Usa sono state già inserite tra i super cibi che "mantenngono giovani" grazie al contenuto record in antiossidanti.
Stiamo a vedere che risultati produrrà la ricerca!
Biovita ore 10:07 AM | (0) commenti | Alimenti | Invia

23 May

Fitosteroli: un alleato contro il colesterolo

L'assunzione di latte e derivati arricchiti di fitosteroli e fitostanoli, aiuta a ridurre i livelli di colesterolo. A sostenerlo è uno studio finlandese, pubblicato sull'European Journal of Clinical Nutrition, che ha coinvolto 167 soggetti con ipercolesterolemia e a cui veniva imposta per sei mesi una dieta integrata con yogurt, formaggi freschi e formaggi a pasta dura arricchiti con steroli vegetali.
Al termine del periodo di indagine, i risultati hanno evidenziato una diminuzione del 6,5% dei livelli di colesterolo totale nei soggetti che assumevano i latticini arricchiti, contro un'assenza di variazioni nel gruppo che continuava ad osservare una normale dieta.
In particolare con i fitosteroli è stata riscontrata una maggiore riduzione dei valori di LDL (-10,4%) e un aumento più marcato del rapporto tra HDL e LDL (-16,1%).
Il commercio e la progettazione di questi alimenti di alta qualità (fitosteroli, acidi grassi omega 3, ecc.) sta diventando una grossa opportunità per gli specialisti del settore e le prospettive di mercato sono alquanto floride.
Biovita ore 02:49 PM | (0) commenti | Prevenzione | Invia

08 May

Vitamine e acido folico in gravidanza

Vita Vim Jamieson è una combinazione completa di 28 vitamine e minerali. Il prodotto è particolarmente indicato per quei soggetti che necessitano di un supplemento nutrizionale superiore a quello base atto a garantire una risposta efficace a livelli moderati di stress e per assicurare un normale apporto di energia nelle attività quotidiane.Le vitamine antiossidanti (la C e la E ne sono un esempio), non aiutano a ridurre il rischio di preeclampsia (condizione che mette in pericolo la salute della futura mamma e del nascituro) e di altre complicazioni lagate alla gravidanza. Lo rivela uno studio apparso sul New England Journal of Medicine.
Esistono però circostanze in cui risulta certamente utile assumere vitamine in gravidanza. Più spesso di quanto si pensi infatti, accade che la donna in gravidanza si sottoponga a delle restrizioni caloriche (in realtà non necessarie), dettate dalla paura di ingrassare e dal desiderio di tenere sotto controllo la linea. Proprio in questi casi, oltre a suggerire una dieta corretta, può avere senso l'assunzione di un integratore di sali minerali e vitamine atti a bilanciare il deficit così creatosi.
Per quel che riguarda l'acido folico le cose sono invece ben diverse. È certamente dimostrato che l'integrazione di acido folico (o vitamina B9) nei mesi precedenti il concepimento e nei primi mesi di gravidanza contribuisce a prevenire malformazioni neonatali. Tutte le donne che programmano una gravidanza dovrebbero quindi assumere tassativamente acido folico giornalmente (o tramite la dieta o con integratori alimentari).
Concludiamo con una riflessione sul periodo post parto: va osservato che la donna ha certamente un maggiore fabbisogno di vitamine e minerali durante questo periodo. Risulta in questo senso consigliabile, anche in questa fase, un'integrazione adeguata di questi importanti nutrienti essenziali.
Biovita ore 04:20 PM | (0) commenti | Vitamine | Invia

05 May

Brasile: certificati prodotti della foresta tropicale per la biocosmesi

La compagnia "Beraca Ingredients", brasiliana, ha ottenuto la certificazione di Ecocert Francia per gli ingredienti dei suoi prodotti di bellezza ottenuti da piante e frutti della foresta tropicale. Beraca è diventata, sul mercato internazionale, uno dei principali fornitori, sul mercato internazionale, di ingredienti naturali provenienti dalla foresta amazzonica. I prodotti attualmente certificati da Ecocert sono gli oli d'Açai, d'Andiroba, di Buriti e di Pracaxi; il burro di Cupuaçu, di Murumuru e di Ucuuba. Si tratta di prodotti d'origine naturale e biologica che si ritrovano nei saponi, nelle creme idratanti e in altri prodotti di bellezza. Fonte: Bio@gricoltura notizie
Biovita ore 08:45 AM | (0) commenti | Cosmetici | Invia

04 May

Caffè: nessun legame con il rischio coronarico

caffeina e rischio coronaricoE' apparso nel panorama scientifico un ulteriore aggiornamento sulla possibile associazione tra il consumo di caffè e il rischio di malattie cardiache.
44000 uomini e 85000 donne sono stati coinvolti due studi chiamati Health Professional Follow-up Study (HPFS) e Nurse's Health Study (NHS). I soggetti sono stati sottoposti ogni 2-4 anni (per 20 anni di seguito), alla somministrazione di un questionario che indagava il personale consumo di caffé.
Sulla base della quantità di caffé assunta, sono state create 6 categorie di consumatori: coloro che consumavano meno di 1 tazza al mese, da 1 a 4 tazze alla settimana, 5-7 tazze alla settimana, 2-3 tazze al giorno, 4-5 tazze al giorno e più di 6 tazze al giorno.
Nel corso dell'indagine si sono verificati 2173 casi di coronopatia negli uomini e 2254 nelle donne, ma non è stata evidenziata alcuna associazione significativa tra il consumo di caffé e l'incidenza della patologia, anzi, nella categoria dei maggiori consumatori (più di 6 tazze/giorno), è stata riscontrata una diminuzione del rischio, anche se di un'ampiezza piuttosto bassa e comunque non significativa sul piano statistico.
Analogamente, non si è trovata alcuna associazione tra il rischio di malattie coronariche e il consumo totale di caffeina, caffè decaffeinato o tè.
Biovita ore 03:49 PM | (0) commenti | Alimenti | Invia

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