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Salmon Oil
L'olio di salmone è una risorsa di acidi grassi omega 3 atti ad abbassare i trigliceridi del plasma e la densità di lipoproteine di colesterolo ...

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disclaimerEventuali decisioni che dovessero essere prese dai lettori, sulla base dei dati e delle informazioni qui riportate, vanno assunte in piena autonomia decisionale e a proprio rischio. Le informazioni riportate hanno carattere puramente divulgativo e orientativo; non sostituiscono la consulenza medica!

30 May

Prossimo studio sulle Fragole e colesterolo

Fragole e PrevenzioneLe fragole sono da qualche anno considerate frutti capaci di combattere efficacemente il colesterolo. Tanto è vero che la prestigiosa Università di Davis in California sta cercando volontari per testare gli effetti benefici di una dieta regolare a base di fragole sulle malattie cardiovascolari, infiammatorie e su colesterolo e trigliceridi. L'annuncio, comparso sul sito dell'Università americana, è rivolto a uomini o donne di età superiore ai 22 anni, non fumatori, con un tasso di colesterolo totale compreso tra i 180 e i 300 mg/dl e, naturalmente, disposti a mangiare una porzione di fragole due volte al giorno per ben 12 settimane consecutive.
L'interesse dell'Università statunitense testimonia un'ulteriore proprietà delle fragole, che negli Usa sono state già inserite tra i super cibi che "mantenngono giovani" grazie al contenuto record in antiossidanti.
Stiamo a vedere che risultati produrrà la ricerca!
Biovita ore 10:07 AM | (0) commenti | Alimenti | Invia

04 May

Caffè: nessun legame con il rischio coronarico

caffeina e rischio coronaricoE' apparso nel panorama scientifico un ulteriore aggiornamento sulla possibile associazione tra il consumo di caffè e il rischio di malattie cardiache.
44000 uomini e 85000 donne sono stati coinvolti due studi chiamati Health Professional Follow-up Study (HPFS) e Nurse's Health Study (NHS). I soggetti sono stati sottoposti ogni 2-4 anni (per 20 anni di seguito), alla somministrazione di un questionario che indagava il personale consumo di caffé.
Sulla base della quantità di caffé assunta, sono state create 6 categorie di consumatori: coloro che consumavano meno di 1 tazza al mese, da 1 a 4 tazze alla settimana, 5-7 tazze alla settimana, 2-3 tazze al giorno, 4-5 tazze al giorno e più di 6 tazze al giorno.
Nel corso dell'indagine si sono verificati 2173 casi di coronopatia negli uomini e 2254 nelle donne, ma non è stata evidenziata alcuna associazione significativa tra il consumo di caffé e l'incidenza della patologia, anzi, nella categoria dei maggiori consumatori (più di 6 tazze/giorno), è stata riscontrata una diminuzione del rischio, anche se di un'ampiezza piuttosto bassa e comunque non significativa sul piano statistico.
Analogamente, non si è trovata alcuna associazione tra il rischio di malattie coronariche e il consumo totale di caffeina, caffè decaffeinato o tè.
Biovita ore 03:49 PM | (0) commenti | Alimenti | Invia

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