Altroconsumo Diossina negli alimenti sulla tavola: problema non nuovo, e non solo italiano.Il nostro ministero della Sanità il 3 giugno 1999, a seguito dello scandalo per contaminazione da diossina di mangimi animali in Belgio, aveva vietato l'introduzione sul nostro territorio di animali vivi della specie suina e delle carni e prodotti a base di carne suina provenienti dal Belgio. Aveva anche anche il sequestro cautelare per il campionamento e la ricerca della diossina di tutti gli animali, le carni, e i prodotti introdotti sul nostro territorio a partire dal 15 gennaio 1999.
Nel marzo 2003 dodici aziende nel Casertano, coinvolti 5.720 capi tra bufale, bovini e caprini, erano state poste sotto sequestro dalla magistratura per un'inchiesta sulla presenza di diossina nella produzione.Avvenimenti che testimoniano due fatti: primo, il blocco cautelativo alle frontiere e il sequestro degli alimenti già sul mercato, quando vi siano sospetti di contaminazione e di pericolo per la salute, sono misure necessarie e fondamentali per la tutela della salute dei consumatori, che avvengano in Giappone, in Corea, in Svizzera o in Italia. Secondo, il problema della contaminazione da diossina non nasce oggi, non è solo italiano e non è figlio - legittimo - dell'emergenza rifiuti di questi ultimi mesi.
Se il settore della produzione della mozzarella e del latte di bufala vuole essere tutelato da congetture o allarmismi, si giochi la carta della totale trasparenza, anche verso i consumatori e l'opinione pubblica. In questo modi:
fare nomi e cognomi di chi ha infranto la legge, rendendoli consultabili sul sito del ministero della Salute;
individuare prodotti da ritirare dal mercato e da non consumare nel caso fossero già stati acquistati;
fare campagne d'informazione non ispirate ai luoghi comuni del "mangiare italiano è buono e bello", ma che riportino i fatti e restituiscano credibilità a chi fa i controlli e investe per garantire la qualità e la salubrità dei prodotti.
Per saperne di più
leggi L’articolo comparso su “Altro consumo”.
fonte:
Aiab