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04 December
Omega 3 e cervello
L'olio di salmone Jamieson è una risorsa di acidi grassi omega 3. Gli acidi grassi che si trovano nell'olio di salmone sono stati dimostrati essere in grado di abbassare i trigliceridi del plasma e i livelli di colesterolo LDL, i quali possono entrambi portare all'aterosclerosi o a malattie cardiovascolari. Libero da impurità e metalli pesanti.Il nostro
cervello ha bisogno di nutrienti di qualità come tutti gli altri distretti corporei. Non concede eccezzioni per quanto riguarda
il fabbisogno di omega 3: i preziosi acidi grassi essenziali che il nostro corpo non può produrre autonomamente. Tutte le funzioni espletate dal cervello dipendono in effetti dalla buona funzionalità dei neuroni
e i neuroni, che ci crediate o no, hanno bisogno di acidi grassi essenziali omega 3. Lo scotto da pagare per una dieta carente in omega 3 è un l'indebolimento più o meno marcato di attenzione memoria e le altre funzioni mentali.
I DHA per esempio, un particolare tipo di omega-3, sono componenti essenziali delle membrane cerebrali e se ne deduce perciò l'importanza per il cervello in termini di mantenemento e buon funzionamento. Il risultato di un deficit di DHA porta a membrane neuronali poco fluide e a cattiva conduzione dei segnali elettrici nel cervello con conseguente riduzione delle prestazioni mentali.
La stessa retina, che a tutti gli effetti è considerata parte del nostro cercello, necessita di un apporto costante di omega 3 ed il buon funzionamento della vista si basa anche su una dieta ecquilibrata ricca in vitamine e omega 3.
Ricordiamo inoltre come anche il feto, che dipende in modo completo dalla madre, necessiti di acidi grassi omega 3 per uno sviluppo cerebrale prenatale di tipo ottimale. Soprattutto durante il
terzo trimestre di gravidanza la cresita cerebrale è molto accellerata e un deficit in omega 3 può significare la deprivazione del feto di elementi indispensabili al suo cervello.
In fase post natale poi, gli omega 3 risultano importanti per lo sviluppo cerebrale del bambino e
possono essere trasmessi dalla madre tramite il late materno. Ricerche dimostrano che i figli allattati con latte materno (che in condizioni ottimali di alimentazione della madre è ricco in omega 3) risultano avere capacità intellettuali maggiori dei soggetti appartenenti ad un gruppo di controllo alimentati con latte artificiale.
Benché gli omega 3 siano in primo luogo, e da tempo associati alla salute del sistema cardio-circolatorio, essi hanno mostrano tutta la loro efficacia anche per quanto riguarda il cervello ed il resto del sistema nervoso.
12 June
Suini OGM all'omega-3
21 April
Omega-3 e comportamenti aggressivi

Molte prigioni Americane sono note per la qualità pessima delle loro cucine e per i comportamenti violenti dei loro prigionieri. Sono quindi luoghi ideali per testare una nuova ipotesi scientifica: e cioè che
i comportamenti aggressivi siano largamente determinati da un'alimentazione povera. I ricercatori stanno quindi cercando di capire se diete
ricche in vitamine e acidi grassi essenziali (i famosi Omega-3 presenti nel pesce) siano in grado di influire sul comportamento dei carcerati.
Già nel 2001 il
Dr. Joseph Hibbeln, ricercatore del National Institutes of Health, pubblicava un articolo provocatoriamente intitolato:
il consumo di pesce e la mortalità per omicidio. In esso l'autore trovava correlazione positiva tra un alta assunzione di
acidi grassi omega-3 e basso tasso di omicidi in particolari popalazioni oggetto di studio.
Bernard Gesch, autore di altre pubblicazioni relative alle mille virtù dell'olio di pesce, invita comunque alla calma e alla ponderatezza. "Certamente gli Omega-3 sono considerati, a ragione, una fonte di nutrimento di incredibile valore ed efficacia" sostiene lo studioso. Rimane comunque il fatto che attribuire ad essi la responsabilità diretta del miglioramento nel comportamento dei carcerati è forse una conclusione troppo azzardata. Gli acidi grassi Omega-3 hanno sicuramente un ruolo di qualche genere in tali mutamenti. Va comuqnue tenuta in dovuto rispetto l'ipotesi che vede altri nutrienti, ugualmente presenti nel pesce, come possibili cause del mutamento psicofisiologico dei carcerati oggetto di studio.
12 April
Un paziente molto fortunato

Alcuni lo definiscono un vero e proprio miracolo della medicina.
Randall McCloy Jr. è l'unico sopravvissuto al
disastro delle miniere di Sago avvenuto nel gennaio di quest'anno. Dopo la tragedia Randall McCloy Jr. riportava gravi problemi cerebrali, cardiaci, al fegato e reni. Inutile dire che la sua situazione appariva molto incerta e sconfortante. Trasferito immediatamente a uno dei 30 centri per il trattamento dei traumi cranici è stato curato dal Dr.Julian Bailes il quale ha fatto da subito appello alle consulenze di
Barry Sears (nella foto): uno dei maggiori sostenitori delle terapie basate su alte dosi di olio di pesce.
"Barry è il nostro eroe" sostiene ora il Dr. Bailes. Il Dr.Bailes ha analizzato molti degli studi scientifici di Sears nella speranza di trovare una terapia che potesse migliorare le condizioni del superstite e la soluzione non è tardata a presentarsi.
I due specialisti hanno optato per la somministrazionme di 30 grammi di olio di pesce al giorno (equivalante a 18 gr di EPA e DHA al giorno). Gli EPA servivano a ridurre l'infiammazione causata dalla mancanza di ossigeno all'interno degli organi mentre i DHA permettevano la ricostruzione del cervello, sostiene Sears.
Oggi i danni al cuore del paziente, al suo fegato e ai suoi reni sono notevolmente ridotti e vive a casa con la sua famiglia. Insomma tutta questa storia sembra un miracolo; ma un tipo di miracolo molto molto particolare sostiene il Dr.Bailes.
"Sono fermamente convinto che l'olio di pesce abbia giocato un ruolo fondamentale in tutta questa faccenda" dichiara ai giornalisti che lo hanno intervistato dopo la dimissione di questo fortunato paziente.
07 March
Disordini comportamentali da ridotto apporto di Omega-3

Alcuni ricercatori dell'università di
Pittsburgh hanno recentemente messo in evidenza il seguente fenomeno psico-fisiologico: soggetti con basso livello di
acidi grassi Omega-3 mostrano con maggiore probabilità sintomi di lieve depressione, impulsività e adozione di punti di vista negativi. Soggetti con elevato livello di queste sostanze essenziali mostrano invece un'attitudine migliore nei confronti del mondo e delle altre persone in genere.
I risultati dello studio sono stati resi pubblici venerdì scorso in occasione del meeting della
Società Americana di Psicosomatica.
Sarah Conklin, studiosa al dipartimento di medicina cardiovascolare, afferma durante il discorso di apetura: "Alcuni studi avevano già provato la connessione tra bassi livelli di Omega-3 e condizioni clinicamente significative come disordini bipolari, schizofrenia, abuso di sostanze e disordini attenzionali". "Comunque solo alcuni studi hanno dimostrato la connessione tra gli Omega-3 e questi disturbi comportamentali nei pazienti sani", continua la Conklin.
Questo studio apre quindi la strada alle ricerche sugli effetti comportamentali causati dal consumo di questi importantissimi nutrienti essenziali, siano essi introdotti tramite l'aumentato consumo di pesce o tramite l'uso di integratori alimentari.
02 February
Uova arricchite con DHA

Uno studio condotto dalla dottoressa S. E. Carlson presso l'università del Kansas, ha provato che il periodo di gestazione subisce un aumento nelle donne che assumono
uova arricchite con DHA durante gli ultimi tre mesi di gravidanza. I DHA (assieme agli EPA) sono, lo ricordiamo per i meno informati, sostanze presenti negli
acidi grassi omega 3 di cui si fa tanto parlare negli ultimi tempi. I 291 soggetti studiati sono stati divisi in due gruppi e si è riscontrato che il gruppo che ha assunto
acido docosahexaenoico (133mg DHA per uovo) ha aumentato di circa 6 giorni la durata della gestazione, inoltre si è anche notato una certa tendenza ad un aumento di peso, lunghezza e circonferenza cranica del nascituro. Ulteriori studi sull'argomento saranno condotti al Denver Health Hospital. Fonte: Feder Salus
17 January
Madri, figli e pesci!

Sembra proprio che alcuni detti popolari sull'alimentazione siano veri. O almeno lo sembra essere quello che elegge il pesce a
cibo per il cervello! Ad Harvard è stato di fatti recentemente compiuto uno studio sull'argomento avente come cavie 135 madri e relativi pargoli. Gli scienziati hanno dimostrato che più pesce mangiavano le mamme durante la gravidanza, più le prestazioni dei figli (a sei mesi di età) erano buone a specifici test cognitivi. Gli scienziati comunque avvertono: non pensiate che tutti i pesci siano uguali! Le carni di pesci di grandi dimensioni come lo squalo o il pesce spada
sono a rischio mercurio ed hanno una probabilità di contenere elevate quantità del famigerato metallo pesante. Leggi
l'articolo originale.
16 November
Gli acidi grassi Omega 3 non servono solo alla salute del cuore
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