Melatonin-3 Jamieson è il primo prodotto ad essere realizzato in comode strisce sublinguali. Sotto questa forma il prodotto è molto più biodisponibile permettendo così alla melatonina di essere assorbita direttamente nel flusso sanguigno eliminando così le interazioni gastriche.Secondo
Alfred Lewy del Sleep and Mood Disorders Laboratory di Portland, la
depressione stagionale o
SAD potrebbe essere curata con
la melatonina: l'ormone prodotto dal nostro cervello e adoperato dall'organismo
per la regolarizzazione del ciclo sonno-veglia. In effetti alcuni ricercatori avevano in passato suggerito che la depressione stagionale potesse essere legata ad un'alterazione dei ritmi circadiani e una soluzione del problema grazie alla melatonina è quindi risultata un'idea altamente plausibile.
La
SAD si manifesta come sindrome depressiva a ricorrenza invernale caratterizzata da irritabilità e mancanza di emozione, da forte senzazione di appetito e sonnolenza frequente. Ma perché proprio in inverno? Sembra che le giornate corte, il tramontare del sole già nel tardo pomeriggio e la generale carenza di luce mettino alla prova il nostro orologio biologico e che alterino la sua naturale regolarità. Così è sembrato naturale ai ricercatori rispondere al fenomeno depressivo con una cura a base di melatonina.
Gli scienziati hanno somministrato a 2 gruppi di pazienti con depressione stagionale una bassa dose di melatonina o di placebo. I pazienti che ricevevano la melatoniana erano ulteriormente suddivisi in altri due gruppi: un primo gruppo riceveva la melatonina al mattino (per posticipare il ritmo circadiano) mentre l'altro assumeva la sostanza al pomeriggio (per anticiparla).
Rispetto al placebo la melatonina
risulta efficace nel ristabilire un buon tono dell'umore facendo dunque regredire i sintomi della depressione stagionale. La somministrazione più efficace è risultata essere quella pomeridiana a dimostrazione del fatto che il disturbo è legato ad un ritardo dei ritmi circadiani endogeni.
La melatonina dunque, concludono gli esperti, potrebbe di fatto aiutare la gestione del disturbo depressivo stagionale.

L'
istituto di salute mentale di Deflan ha svolto uno studio su 545 uomini riguardante l'effetto dell'atteggiamento ottimistico sulla probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari. I ricercatori sostengono che le personalità ottimistiche sono più portate all'esercizio fisico e adottano strategie di gestione delle avversità migliori e più rilassate. Le ricerche precedenti avevano evidenziato una correlazione positiva tra atteggiamento ottimistico e longevità ma questo studio si mette in evidenza per lo specifica attenzione nei confronti delle malattie cardiovascolari.
I soggetti dello studio erano uomini tra i 64 e gli 84 monitorati su due diversi versanti per la bellezza di 15 anni: fisicamente tramite analisi di laboratorio e psicologicamente tramite la compilazione periodica di questionari relativi all'ottimismo.
I soggetti classificati "ottimisti" nel 1985 avevano il 55% di probabilità in meno di morire di infarto del miocardio o ictus.
Il direttore della ricerca Erik Giltay ha affermato che "è probabile che l'ateggiamento ottimista influenzi numerose variabili cardiovascolari sia direttamente che indirettamente. E' inoltre plausibile ipotizzare che gli ottimisti adottino migliori strategie di fronteggiamento dello stress e che si prendano maggiormente cura di se stessi quando devono far fronte ad esso".