L'olio di salmone Jamieson è una risorsa di acidi grassi omega 3. Gli acidi grassi che si trovano nell'olio di salmone sono stati dimostrati essere in grado di abbassare i trigliceridi del plasma e i livelli di colesterolo LDL, i quali possono entrambi portare all'aterosclerosi o a malattie cardiovascolari. Libero da impurità e metalli pesanti.Gli esperti di alimentazione non riuscivano a spiegarsi come mai delle popolazioni che mangiavano
grandi quantità di grassi, fossero pressoché immuni da
malattie cardiocircolatorie ed avessero i cuori più sani del mondo. Il tasso di mortalità per infarto tra gli Esquimesi era circa il 3-4% contro il 50% delle popolazioni vicine, e cioè di quegli abitanti del nord che dovrebbero vivere ed alimentarsi in maniera molto simile. Si era pensato che potesse essere la totale mancanza di stress. Ma quello che era strano era che gli Esquimesi mangiavano
da 5 a 8 grammi di grassi al giorno, contro 1 grammo circa dei Danesi. E nonostante questo gli Esquimesi avevano
tassi di colesterolo e trigliceridi bassissimi, e
l'HDL, il colesterolo buono, molto alto. In queste condizioni il sangue si coagula difficilmente, la pressione sanguigna resta bassa ed il cuore sta molto meglio.
Agli inizi degli anni ottanta gli studiosi hanno cominciato a scoprire il segreto degli Esquimesi: i grassi che loro mangiavano in grandi quantità appartenevano ad un gruppo che è stato chiamato Qmega-3, con una struttura biochimica diversa da quegli Omega-6 che si trovano comunemente nell'alimentazione delle popolazioni del Nord e di tutti noi. Insomma il segreto era la struttura molecolare dei grassi dei pesci del mare del Nord. Questi acidi grassi sono di due tipi: EPA e DHA. Le somministrazioni fatte ai primi volontari hanno dato esiti entusiasmanti: il sangue non coagula per leffetto antipiastrinico, mentre il colesterolo e soprattutto i trigliceridi diminuiscono facendo aumentare I'HDL, il colesterolo buono. La pressione sanguigna si abbassa.
lsadore Rosenfeld, noto cardiologo americano, sostiene che "i pazienti affetti da angine pectonis, cui sono stati somministrati EPA e DHA, non solo hanno goduto di alterazioni metaboliche positive, ma hanno anche registrato minori dolori toracici e minor bisogno di farmaci specifici".
I primi risultati di studi scientifici su persone sono stati pubblicati solo nel 1985, ma già si vedono una serie di cure basate su prodotti naturali. Il Dr. W. Castelli sostiene che "questi acidi grassi polinsatuni sembrano dare beneficio in ogni tipo di ricerca che abbiamo intrapreso". Gli studi "mostrano - riporta la rivista Prevention - che l'Omega-3 riduce il colesterolo, i trigliceridi ed aiuta le arterie a restare pulite da grumi di sangue che spesso possono causare attacchi di cuore o infarti". L'Omega-3 diventò perciò una nuova frontiera di ricerca e gli studi e le domande sui benefici si fecero così più interessanti che mai.
OMEGA-3 E COLESTEROLO
Cosa è meglio per il cuore: gli acidi grassi polinsaturi degli oli di pesce o quelli derivati da oli vegetali? William S. Harris, medico dell'Health Sciences University di Portland, Oregon, è riuscito a rispondere a questa domanda. Era infatti stato provato che anche gli oli vegetali potevano abbassare il colesterolo: e gli oli di pesce potevano fare lo stesso, oppure meglio? Per scoprirlo, il Dr. Harnis e la sua equipe, hanno fatto questa sperimentazione su tre gruppi di 40 persone; il primo gruppo seguiva unalimentazione con il 40% di grassi saturi; il secondo con grassi derivati da oli di Cartamo e Mais; il terzo con grassi derivati da oli di pesce dei mari freddi (salmone e simili). I ricercatori seguirono attentamente i livelli di colesterolo e trigliceridi dei tre gruppi di persone e scoprirono che sia gli oli vegetali (Cartamo e Mais) che gli oli di pesce riducevano il livello di colesterolo, ma gli oli di pesce abbassavano anche i trigliceridi riducendone il livello fino a più del 33%. Nessun altro olio riesce ad abbassare il livello di trigliceridi in questo modo. E per persone con livelli elevati di trigliceridi, questo significava un passo importante nella salute del sistema cardiovascolare. Il Dr. Harris dimostrò inoltre che, grammo dopo grammo, gli Omega-3 e gli Omega-6, abbassavano il colesterolo ed i trigliceridi, abbassavano la pressione sanguigna, fluidificando il sangue e riducendone il rischio di coaguli.
Donald O. Rudin, direttore el Dipartimento di Biologia Molecolare alIEastern Pennsylvania Psychiatric Institute disse inoltre: "Dopo anni di ricerche sappiamo che lorganismo umano ha assolutamente bisogno di acidi Omega-3; non sono superflui e la maggior parte della popolazione ne è carente, e ciò ha portato ad un aumento del tasso medio di colesterolo".
OMEGA-3 E ARTRITE REUMATOIDE
Non esiste ancora una cura definitiva per lartrite reumatoide. Studi recenti hanno però dimostrato che gli Omega-3 possono dare sollievo dal dolore e dal gonfiore e li raccomandano in aggiunta alla terapia tradizionale. Un gruppo di eicosanoidi chiamati leucotrieni sono considerati i responsabili dei dolori ed infiammazione caratteristici dellartrite reumatoide. E sembra che gli Omega-3 riescano a modificare la composizione chimica del leucotrieni facendo diminuire linfiammazione. Uno studio condotto dal Dr. Kramer su 23 pazienti sofferenti di artrite reumatoide a cui vennero dati 1800 mg al giorno di concentrato di olio di pesce per 3 mesi: a 21 altri pazienti venne dato un placebo. Con il passare delle settimane il dolore e il gonfiore diminuiva nei pazienti che assumevano lolio di pesce, mentre gli altri non mostravano alcun miglioramento.
OMEGA-3 E PSORIASI
In Gran Bretagna si sta invece sperimentando leffetto degli Omega-3 sulla psoriasi, ottenendo qualche risultato positivo nella diminuzione del prurito dovuto alla malattia.
OMEGA-3 E EMICRANIA
Buoni risultati si sono ottenuti invece nel trattamento dellemicrania essenziale, cioè quella non curabile. Sembra infatti che in carenza di EPA lorganismo rilasci troppa serotonina che porta ad una compressione dei vasi sanguigni, con i conseguenti dolori ben conosciuti.
Secondo alcuni cardiologi la quantità quotidiana dovrebbe essere di circa 1800 mg di Omega-3 durante o dopo il pasto principale o suddivisi ai pasti. L'Omega-3 dovrebbe essere preso per non più di quattro mesi di seguito, ma i primi risultati si avranno già dopo il primo mese con un sensibile calo del colesterolo (dal 10 al 25%) e dei trigliceridi (dal 20 aI 40%). Va da sé, naturalmente, che diminuendo la capacità di coagulazione del sangue, l'Omega-3 è sconsigliato a chi soffre di possibili emorragie. I pesci che contengono maggiori quantità di Omega-3 sono: sardine, salmone, maccarello, aringhe dellatlantico, tonno, ostriche.
Come curiosità, lelevato contenuto di Vitamina A e D e di acidi grassi monoenoici, non fa rientrare l'olio di Merluzzo tra i validi integratori di Omega-3.