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30 January
Diossina negli alimenti: bene il ritiro cautelativo dal mercato. Fare nomi e cognomi di chi produce latte contaminato
Altroconsumo Diossina negli alimenti sulla tavola: problema non nuovo, e non solo italiano.Il nostro ministero della Sanità il 3 giugno 1999, a seguito dello scandalo per contaminazione da diossina di mangimi animali in Belgio, aveva vietato l'introduzione sul nostro territorio di animali vivi della specie suina e delle carni e prodotti a base di carne suina provenienti dal Belgio. Aveva anche anche il sequestro cautelare per il campionamento e la ricerca della diossina di tutti gli animali, le carni, e i prodotti introdotti sul nostro territorio a partire dal 15 gennaio 1999.
Nel marzo 2003 dodici aziende nel Casertano, coinvolti 5.720 capi tra bufale, bovini e caprini, erano state poste sotto sequestro dalla magistratura per un'inchiesta sulla presenza di diossina nella produzione.Avvenimenti che testimoniano due fatti: primo, il blocco cautelativo alle frontiere e il sequestro degli alimenti già sul mercato, quando vi siano sospetti di contaminazione e di pericolo per la salute, sono misure necessarie e fondamentali per la tutela della salute dei consumatori, che avvengano in Giappone, in Corea, in Svizzera o in Italia. Secondo, il problema della contaminazione da diossina non nasce oggi, non è solo italiano e non è figlio - legittimo - dell'emergenza rifiuti di questi ultimi mesi.
Se il settore della produzione della mozzarella e del latte di bufala vuole essere tutelato da congetture o allarmismi, si giochi la carta della totale trasparenza, anche verso i consumatori e l'opinione pubblica. In questo modi:
fare nomi e cognomi di chi ha infranto la legge, rendendoli consultabili sul sito del ministero della Salute;
individuare prodotti da ritirare dal mercato e da non consumare nel caso fossero già stati acquistati;
fare campagne d'informazione non ispirate ai luoghi comuni del "mangiare italiano è buono e bello", ma che riportino i fatti e restituiscano credibilità a chi fa i controlli e investe per garantire la qualità e la salubrità dei prodotti.
Per saperne di più
leggi L’articolo comparso su “Altro consumo”.
fonte:
Aiab
04 December
Omega 3 e cervello
L'olio di salmone Jamieson è una risorsa di acidi grassi omega 3. Gli acidi grassi che si trovano nell'olio di salmone sono stati dimostrati essere in grado di abbassare i trigliceridi del plasma e i livelli di colesterolo LDL, i quali possono entrambi portare all'aterosclerosi o a malattie cardiovascolari. Libero da impurità e metalli pesanti.Il nostro
cervello ha bisogno di nutrienti di qualità come tutti gli altri distretti corporei. Non concede eccezzioni per quanto riguarda
il fabbisogno di omega 3: i preziosi acidi grassi essenziali che il nostro corpo non può produrre autonomamente. Tutte le funzioni espletate dal cervello dipendono in effetti dalla buona funzionalità dei neuroni
e i neuroni, che ci crediate o no, hanno bisogno di acidi grassi essenziali omega 3. Lo scotto da pagare per una dieta carente in omega 3 è un l'indebolimento più o meno marcato di attenzione memoria e le altre funzioni mentali.
I DHA per esempio, un particolare tipo di omega-3, sono componenti essenziali delle membrane cerebrali e se ne deduce perciò l'importanza per il cervello in termini di mantenemento e buon funzionamento. Il risultato di un deficit di DHA porta a membrane neuronali poco fluide e a cattiva conduzione dei segnali elettrici nel cervello con conseguente riduzione delle prestazioni mentali.
La stessa retina, che a tutti gli effetti è considerata parte del nostro cercello, necessita di un apporto costante di omega 3 ed il buon funzionamento della vista si basa anche su una dieta ecquilibrata ricca in vitamine e omega 3.
Ricordiamo inoltre come anche il feto, che dipende in modo completo dalla madre, necessiti di acidi grassi omega 3 per uno sviluppo cerebrale prenatale di tipo ottimale. Soprattutto durante il
terzo trimestre di gravidanza la cresita cerebrale è molto accellerata e un deficit in omega 3 può significare la deprivazione del feto di elementi indispensabili al suo cervello.
In fase post natale poi, gli omega 3 risultano importanti per lo sviluppo cerebrale del bambino e
possono essere trasmessi dalla madre tramite il late materno. Ricerche dimostrano che i figli allattati con latte materno (che in condizioni ottimali di alimentazione della madre è ricco in omega 3) risultano avere capacità intellettuali maggiori dei soggetti appartenenti ad un gruppo di controllo alimentati con latte artificiale.
Benché gli omega 3 siano in primo luogo, e da tempo associati alla salute del sistema cardio-circolatorio, essi hanno mostrano tutta la loro efficacia anche per quanto riguarda il cervello ed il resto del sistema nervoso.
29 November
Aceto di mele e controllo del peso
20 September
Licopene, pomodoro e abbronzatura
06 July
Doppia razione di frutta ed ossa sane
La ricercatrice Susan A. Lanham-New, del Centre for Nutrition and Food Safety dell'University of Surrey di Guildford, UK, ha dimostrato l'importanza della frutta nel processo di prevenzione dell'osteoporosi in donne di età compresa tra i 60 e gli 83 anni. La quantità di frutta andrebbe praticamente raddoppiata secondo la ricercatrice britannica.
Secondo statistiche ufficiali l'Italia sarebbe il paese con il più alto numero di persone ultra 60enni affette da osteoporosi. Inoltre sarebbero 3 i milioni di donne italiane che si ammalano ogni anno (su un totale di 4 milioni di persone colpite).
15 June
Giovani fumatori e salute delle ossa
Coral Calcium Jamieson mantiene forti le ossa e i denti, supporta il buon funzionamento dei nervi, muscoli e ritmo cardiaco e aiuta ad alleviare l'insonnia. Promuove inoltre il metabolismo dei depositi di ferro e rinforza le funzioni e le trasmissioni del sistema nervosoL'osteoporosi è sicuramente un problema di cui i nostri giovani non devono preoccuparsi.
Questo è vero a patto che non si parli di giovani con il vizio del fumo. Una nuova ricerca presentata di recente
World Congress of the International Osteoporosis Foundation (Toronto), ha infatti messo in rilievo questa inattesa, quanto allarmante, correlazione.
La relazione tra tabagismo ed osteoporosi è da tempo nota. Un gruppo di ricercatori svedesi dell'università di Gothenberg ha però meso al vaglio l'ipotesi secondo cui anche i giovani fumatori (solitamente esclusi dalle ricerche sull'osteoporosi) possano andare incontro a degenerazione dell'apparato scheletrico. Sono così stati analizzati 1000 maschi (metà dei quali fumatori) di età compresa tra i 18 e i 20 anni. I ricercatori hanno riscontrato
una minor densità media di minerali nelle ossa dei giovani fumatori (specie nella spina dorsale e nell'anca).
Un'altra ricerca presentata alla conferenza di Toronto e condota dalla Harvard School of Public Health arriva alle medesime conclusioni sulla base di dati raccolti sulla popolazione cinese. Questa volta veniva però indagato l'effetto del fumo passivo sui non fumatori mostrando l'estrema sensibilità dell'apparato osseo al fumo di sigaretta.
I dati non sono quindi da sottovalutare e il problema fumo, ancora una volta, mostra tutta la sua pericolosità. La conclusione rimane quindi sempre la stessa: se fumi smetti, se non fumi non iniziare.
13 June
Vitamina C contro la rinite allergica
Kamu J Jamieson è un nuovo integratore di vitamina C con una formulazione unica in Italia. Il Camu-Camu è una pianta a forma di cespuglio scoperto di recente e molto ricco in vitamina C.Nel periodo primaverile molte persone soffrono di
riniti allergiche, raffreddori da fieno e altre reazioni allergiche stagionali legate alla fioritura di particolari piante e fiori. Circa il 25% degli italiani soffre di questo disturbo e la cura classica consiste nell'assunzione di antistaminici dagli svariati effetti collaterali (la sonnolenza in primis).
Pochi di noi sanno però che
la vitamina C può rappresentare una terapia alternativa e naturale alla normale assunzione di farmaci antistaminici. La Vitamina C in effetti, ha naturali proprietà antistaminiche come documentato da diversi studi.
In particolare, uno studio pubblicato nel 1992 ha messo in evidenza una riduzione del 41% del livello di
istamina nei soggetti che assumevano integratori alimentari di vitamina C. In un'altra ricerca del 1993, si è anche oservato una riduzione, sotto somministrazione di vitamina C, della sintomatologia allergica nel 75% dei pazienti che avevano preso parte alla sperimentazione.
La soluzione è quindi consumare molta frutta e verdura e/o integrare la dieta con un integratore alimentare di vitamina C.
12 June
Suini OGM all'omega-3
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